Unioni civili: se condanna utero in affitto unanime, definire modi condivisi di inibirlo

“Con la maggiore informazione e con l’annunciata manifestazione di quella maggioranza silenziosa che difende l’unicità della famiglia naturale, nel Parlamento crescono i volenterosi che in materia di unioni civili rifiutano l’approccio ideologico. Ma smontare il sovraccarico ideologico vuol dire innanzi tutto smontare il simil-matrimonio, a partire dalla premessa per cui non si tratta di costituire un istituto pubblicamente rilevante ma di prendere atto che si è prodotta una coppia di fatto stabile ai cui componenti riconoscere diritti. È ciò che dispone il cosiddetto testo unico sulle convivenze condiviso dal movimento del 20 giugno. Le adozioni ovviamente dovrebbero seccamente uscire dal testo mentre per l’utero in affitto occorrono norme di concreta dissuasione, tanto quanto il ddl Cirinnà lo incoraggia. Anzi partiamo proprio da qui e per onestà intellettuale alzi la mano chi in Parlamento lo giustifica. Se, come crediamo, siamo quasi unanimi nel condannarlo cerchiamo insieme i modi migliori con cui inibirlo”. Lo dichiarano in una nota il senatori di Area popolare, Maurizio Sacconi e Nico D’Ascola.