Unioni civili: noi laicamente contrari alla rivoluzione antropologica

“Il nostro approccio alla funzione pubblica è laico, ovvero autonomo da influenze ecclesiastiche, separato dal nostro personale rapporto con la fede. La nostra formazione politica e culturale si è realizzata più negli ambienti del socialismo umanitario e riformista che nelle parrocchie. La nostra contrarietà alle ipotesi di rivoluzione antropologica per via legislativa e giudiziaria riguarda quindi il futuro dell’uomo e della comunità umana nella dimensione terrena affinché la società sia coesa e vitale, demograficamente ed economicamente. Ovviamente rispettiamo la dignità di ogni persona e il libero orientamento sessuale di tutti ma il punto divisivo è uno e non mediabile, la genitorialità omosessuale. Lo stesso matrimonio divide in quanto ne è premessa. Pensiamo che il diritto di un minore prevalga sempre sul desiderio degli adulti. E la sua crescita, sulla base dell’esperienza, invoca la differenza genitoriale. Continueremo ad esaminare le ipotesi normative muovendo da questa premessa, attenti alla sostanza e indifferenti alle furbizie causidiche come l’affido rafforzato, determinati a contrastare la odiosa pratica dell’utero in affitto che chiediamo di qualificare come “reato universale”. Lavoreremo perché si allarghi la consapevolezza laica su questi temi sottraendola ad ogni conflitto tra credenti e non credenti”. Lo dichiarano in una nota i senatori di Area popolare, Nico D’Ascola e Maurizio Sacconi.