“Un grimaldello per far adottare i bambini ai gay: noi non ci stiamo”

Intervista di Tommaso Ciriaco per Repubblica

Barricate contro la legge sulle unioni civili, promette Maurizio Sacconi a nome dell’Ncd.

Senatore, perché dite sempre no? Il ddl è stato sfumato.
«È sostanzialmente quello di prima, c’è solo qualche leggera riduzione della sovrapposizione fra unioni civili e matrimonio. Ma nella sostanza descrive un simil matrimonio».

Il Pd sostiene il contrario.
«Il rito è lo stesso del matrimonio. I motivi di impedimento e nullità identici. E vengono richiamati due dei tre degli articoli del codice civile letti durante la cerimonia matrimoniale».

Escluso quello che si riferisce ai figli. Le sembra poco?
«Non è una garanzia, perché poi si ripropone l’adozione con la stepchild adoption. Sono estese le provvidenze per il coniuge a carico, ma non ne beneficiano le convivenze eterosessuali: una discriminazione. Come vede, il simil matrimonio c’è tutto. Ed è questo, secondo la giurisprudenza, il presupposto della genitorialità. È un grimaldello per le adozioni a coppie omosessuali, qualsiasi giudice lo sancirebbe».

Che è poi il vostro spettro.
«È il macigno che ci divide».

Per lei è davvero questo lo scopo di Renzi e del Pd?
«Lo è di chi ha gestito la legge. Scalfarotto, i membri dem della commissione giustizia, la relatrice. Su Renzi non posso dirlo. Ho letto anzi che su questo punto ha perplessità, come per i sondaggi il 71% degli italiani. Se li leggo io, figuriamoci lui…».

Insomma, battaglia contro la stepchild adoption?
«È la cosa peggiore. È evidente che non ci si riferisce al caso limite del figlio orfano di un genitore vedovo che ha cambiato orientamento sessuale. Il caso tipico è quello del figlio biologico che, in una coppia omosessuale maschile, è stato comprato sfruttando una madre povera».

E quindi meglio nessuna legge?
«Si può fare. Come la mia proposta, che riconosce diritti e doveri nelle convivenze: il servizio sanitario, il carcere e il codice penale, i diritti patrimoniali».

E la reversibilità?
«Se ne può discutere, anche se penso che i costi siano troppo alti. Il punto dirimente, insisto, è la legittimazione dell’utero in affitto».

C’è chi nega che si apra la strada alle adozioni.
«Beh, è innegabile ciò che si produrrebbe subito e ciò che potrebbe ulteriormente prodursi per via giurisprudenziale. Noi non voteremo una legge così. Oh, io sono un laico, a differenza di altri del Pd. Ho vissuto le battaglie sulle leggi in materia di divorzio e aborto».

Lei è laico, ma ha anche vissuta un’evoluzione politica e culturale. E poi da quindici anni parlate di una legge, senza approvarla. Non è una colpa?
«Potevamo farla in modo da prevenire ciò che oggi riteniamo pericoloso. Io comunque sono rimasto laico e laicamente non accetto che si cambi l’antropologia».

Ncd è divisa?
«No, Alfano in ogni sede ha detto le mie stesse cose. È la posizione ufficiale».

L’innesto di Verdini può dar vita a una maggioranza alternatia sul ddl. Vi scavalca?
«Se è per questo la maggioranza c’è già, con i cinquestelle. Il tema è semmai constatare che il vecchio centrodestra ha smarrito l’identità su questi temi: solo l’Ncd la mantiene».

Questo ddl vale una crisi di governo?
«Questi temi sono sempre stati considerati estranei alle coalizioni di governo. Diciamo che l’esito di questo ddl può concorrere alla valutazione complessiva sul futuro».