“Dietro al braccio di ferro su quel nome c’è il tentativo di inglobarci nel Pd”: la mia intervista a Repubblica

Intervista Di Francesco Bei

Da Repubblica

“A noi del ministero importa poco. L’importante è che Renzi abbia chiaro il carattere bipartitico del suo governo: c’è il Pd e c’è Area popolare”. Maurizio Sacconi si è già dimesso due volte da capogruppo del Senato (l’ultima volta definitivamente) in polemica con decisioni prese dal premier. È il più titolato, insomma, per parlare di quanto sta capitando tra il partito di Alfano e Renzi.

Sul ministero di Lupi si è consumato uno strappo tra voi e Renzi. Tanto che quel posto è stato occupato da un renziano e a voi ancora non è stato dato nulla. Come ne uscirete?

“Guai a leggere l’individuazione del nuovo ministro in un banale schema di occupazione di una casella”.

Scusi per la banalità, ma a noi sembra che Renzi stia scegliendo tra i vostri chi gli garba di più. Una donna per esempio. E voi alla fine cosa farete?

“Per capirlo bisogna che le spieghi cosa stiamo facendo. Per noi queste regionali sono la prova di lancio di un grande progetto. Con le alleanze in Veneto con Tosi, con Spacca nelle Marche, con Ricci in Umbria, Caldoro in Campania e Schittulli in Puglia, stiamo lavorando a costruire una nuova destra repubblicana, europeista e liberalpopolare che si collochi in quello spazio che sta tra la destra no euro di Salvini e la sinistra di Renzi. E mi auguro che anche Forza Italia possa parteciparvi quando rifletterà sull’abbraccio mortale con Salvini”.

Nel frattempo Renzi vi mangia un boccone alla volta…

“Il nostro futuro non è quello di candidati indipendenti nella lista del Pd. Ci sentiamo dall’inizio della nostra esperienza non un partito ma il comitato promotore di un rassemblement sul modello dell’Ump francese. E ci giocheremo la partita puntando ad andare al ballottaggio, nella convizione che la presenza di questa terza forza impedirà a Renzi di agguantare il 40 per cento al primo turno. “.

E il ministero che c’entra con tutto questo?

“Quella è una faccenda che risolveremo con calma. Ma il cuore del problema è che a Renzi ovviamente farebbe molto comodo condurre una campagna elettorale avendo di fronte solo Salvini e Grillo. Con il monopolio del buon senso avrebbe la vittoria assicurata per sempre. Il nostro progetto non è comprensibilmente gradito per cui si manifesta la ricorrente tentazione di ridurre ad uno la compagine di governo”.

Quindi, donna o uomo che sia, il prossimo ministro lo sceglierete voi e non il premier?

“Intanto sarebbe meglio una scelta in base alla competenza e non al sesso. Il ministro lo nominerà comunque il presidente della Repubblica. E non dovra’ dispiacere ne’ a Renzi ne’ a noi”.