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Intervista a Il Sole 24 Ore





Posted by: admin  Tags: articolo 18,decreto legge,elsa fornero,governo monti,lavoro,liberalizzazioni,maurizio sacconi,ministro,pdl,sole 24 ore  Posted date:  gennaio 25, 2012  |  No comment


Intervista a Maurizio Sacconi – «Sbagliato non intervenire con un decreto»

di Davide Colombo

«II nostro sostegno al Governo nell’annunciata riforma del mercato del lavoro sarà tanto più forte quanto più si uniformerà alle indicazioni dell’agenda europea E quell’agenda, concordata con la Bce e l’Unione, segnala due priorità che, in una fase come quella attuale, hanno tutti i requisiti della necessità e dell’urgenza: far crescere la produttività e la propensione ad assumere con regole più flessibili e miglio- rare le tutele per senza-lavoro e inattivi, specie di lungo periodo». Il giorno dopo l’incontro a palazzo Chigi tra Governo e parti sociali, l’ex ministro Maurizio Sacconi conferma l’impostazione del Pdl sulla prospettiva della riforma Ma la strada scelta di un disegno di legge non lo soddisfa. «E uno strumento giustificabile all’inizio di una legislatura, non in un contesto di emergenza economica e a un anno dal voto. Ora serve il decreto legge».

Il Governo vuole varare una riforma il più possibile condivisa dalle parti, per questo ha scelto un percorso di dialogo approfondito.
«Abbiamo condiviso questo metodo di ascolto delle parti so-ciali e dico che è meglio una settimana in più di confronto, se si vuole, ma poi si deve arrivare al decreto. Altrimenti è lecito un sospetto».
Quale?

«Che si voglia un’asimmetria odiosa nelle relazioni politiche e sociali senza alcuna conclusione operativa in materia di lavoro. Dopo i due decreti già varati e con un terzo in arrivo in materia di semplificazioni, come si può giustificare la scelta di non fare un decreto sul lavoro?».
Che tipo di intervento serve?
«Una correzione chirurgica del nostro impianto regolatorio e una maggiore responsabilizzazione e mobilitazione delle parti sociali. Noi continuiamo a credere nella contrattazione di prossimità, in un modello comunitario di gestione del mercato del lavoro e in una maggiore protezione dei lavoratori su base assicurativa».
Ammortizzatori sociali estesia tutti?
«Gli attuali strumenti di protezione vanno estesi a tutti i lavoratori e ai lavori socio-economica-mente dipendenti mantenendo e allargando l’attuale base assicurativa obbligatoria. Si possono poi pensare incentivazioni per forme complementari, e quindi volontarie, di assicurazione per la protezione del reddito da gestire con gli enti bilaterali. Nel nostro disegno di legge prevediamo la detraibilità Irap per questi contributi aggiuntivi».
Così si risolve il problema delle risorse?
«Il vincolo di fmanza pubblica va rispettato. Noi siamo favorevoli solo a forme di protezione in costanza di un rapporto di lavo- ro o quando questo viene meno. Diciamo no a deresponsabilizzanti ipotesi di reddito minimo garantito prima del lavoro».
Manterrebbe la cassa integrazione straordinaria?

«Certamente e anche il ministro mi pare abbia chiarito che su questi strumenti non si discute in una fase come questa Si possono semmai razionalizzare la cassa integrazione per cessazione di attività, la mobilità e l’indennità di disoccupazione in un unico strumento per chi ha perso il lavoro».
Le parti sono pronte per questo?
«Lo scambio politico deve passare per un loro maggiore coinvolgimento nella gestione territoriale del mercato del lavoro attraverso la collaborazione tra forme bilaterali, centri per l’impiego e operatori privati in modo da rendere più efficaci le attività di ricollocamento e il dovere dei percettori di sussidio di accettare offerte “congrue” di lavoro, pena la perdita del sussidio stesso».
E sui contratti?
«Bisogna favorire contratti di qualità e incentivare la formazione. Io riprendo il criterio di Marco Biagi: tutti i rapporti di lavoro socio-economicamente dipendenti devono avere analoghe tutele e lo stesso costo. E quindi allineamento contributivo per tutti i contratti, compresi i cocopro, le associazioni in partecipazione e le partite Iva in monocommittenza».
La leva per assumere più giovani?
«L’apprendistato che noi abbiamo riformato con consenso unanime e che ora va applicato da Regioni e parti sociali. Abbiamo azzerato i contributi sulle assunzioni di apprendisti nelle aziende fmo a io dipendenti, potremmo elevare quella soglia a 5o azzerando la contribuzione al io% voluta dal Governo Prodi. È questo il contratto ideale per l’ingresso di ungiovane nel mercato del lavoro e anche per il rientro in azienda di un cassintegrato o di un disoccupato di lungo periodo, come prevede la norma».
Sul contratto standard che novità introdurrebbe?
«Condivido in pieno l’idea di un rapporto di lavoro che segue il ciclo di vita della persona. La produttività e i bisogni dei singoli seguono tendenzialmente una curva che giustifica in età avanzata minore salario e maggiori tutele in modo da allungare la vita attiva».
L’articolo 18 va superato?
«C’è un’indicazione chiara delle autorità europee sul tema Il Governo faccia la sua proposta e noi lo sosterremo se sarà coerente con quelle richieste. Nel frattempo invito il ministro a rendere operativi gli strumenti dell’arbitrato e della conciliazione introdotti dal “collegato-lavoro”. Le nuove assunzioni si incoraggiano anche garantendo tempi certi e brevi nella soluzione dei conflitti individuali».

 






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