La prospettiva di un disegno di legge sul lavoro con la conseguente rinuncia a un provvedimento d’urgenza sembrerebbe indicare “due pesi e due misure” da parte del Governo nei suoi rapporti con le forze politiche e sociali. Il Governo ha il dovere, come ha già fatto nei due provvedimenti assunti, di realizzare con tempestività una sintesi autorevole rispetto alle indicazioni che riceve dalle parti sociali. Nel merito, come per gli altri contenuti, non potrà non rispettare l’agenda europea con l’obiettivo di coniugare la migliore protezione economica e professionale dei lavoratori con la più efficiente flessibilità organizzativa delle imprese. Esso potrà avvalersi peraltro del recente accordo unanime tra Stato, Regioni e parti sociali in materia di apprendistato così come delle intese tra Stato e Regioni in materia di ammortizzatori sociali e di correlate politiche attive per il lavoro. Il vincolo di finanza pubblica e l’esperienza inducono a rafforzare il vigente sistema di ammortizzatori sociali senza inseguire la chimera del reddito minimo garantito che evoca solo deresponsabilizzazione e assistenzialismo. Il lavoro costituisce insomma, ancora una volta, la inesorabile verifica della capacità del Governo di modernizzare l’economia e la società italiana superando veti ideologici e resistenze conservatrici.

…..la chimera del reddito minimo garantito che evoca solo deresponsabilizzazione e assistenzialismo. ……
Le avevo suggerito come fare per non costare troppo e impiegare tutti in modo solidale! Ma è prevenuto e non studia!
http://www.mauriziosacconi.it/2012/01/04/il-pdl-per-il-lavoro-coniugare-sicurezza-e-flessibilita-attraverso-le-forme-comunitarie/
Secondo commento a Suo post del 4 gennaio:
CIto: “…..La contrarietà al salario minimo garantito è determinata dagli effetti deresponsabilizzanti nei confronti dei percettori e dalla sua intrinseca esclusione delle organizzazioni sociali oltre che dai pesanti oneri di finanza pubblica. ….”
Buongiorno,
l’ottimo filmato “Persone” trasmesso da Rai3 basato sul racconto degli stati d’animo di chi si trova in Cassa Integrazione e che non può lasciare indifferenti o far presumere una deresponsabilizzazione da parte di chi gode di sostegni al reddito in virtù di accordi, generalmente più alti se appartenenti a categorie forti e miseri (una tantum) o nulli (non avendo requisiti) in altri numerosissimi casi, risponde a quanto Lei dice, Senatore Sacconi, rilanciando a Lei e On.li Colleghi la palla del come ovviare a tutto questo, e cioè fare in modo che le politiche attive intervengano immediatamente, fin dal primo giorno di disoccupazione, determinando diverse modalità di investimento del proprio tempo che siano utili alla collettività nel territorio del domicilio.
Evidentemente Lei trova insormontabile il problema, mentre proprio Lei ha fornito uno strumento intelligente per uscirne, ma non collega questo al reddito minimo garantito (non salario minimo garantito, errore nel testo). Mi riferisco ai buoni lavoro, immaginandoli collegabili a erogazione di redd… no, chiamiamolo ammortizzatore universale, oppure ammortizzatore combinato a scalare, faccia Lei, il senso sarebbe questo: Lorenzo Tonion rimane senza lavoro, il giorno dopo si presenta al Centro per l’impiego e si dichiara disponibile; il Centro immette i dati nel database Cliclavoro; le aziende-enti-associazioni che han bisogno di lavoratori temporanei o volontari raccolgono la candidatura e inviano sms per incontro; Lorenzo accetta e svolge 3 ore al giorno per es. 5 giorni l’attività richiesta (non di più 1. perchè 2 ore ha già assunto impegno presso Centro a formazione scelta da catalogo corsi richiesti da mercato aziende-enti-associazioni 2. perchè deve incontrare potenziali datori di lavoro per tempi lunghi 3.perchè il sistema deve coinvolgere moltissime persone, tutte utili e molto mobili). Una buona campagna informativa farà giungere le richieste da aziende-enti-associazioni ai Centri. Il pagamento a Lorenzo avverrà in buoni lavoro. Le associazioni riceveranno contributi in buoni lavoro da distribuire. Le aziende li avranno comprati dal tabaccaio. A fine mese Lorenzo riceverà il primo accredito da INPS di poniamo 790 euro e dal secondo verrà scalato l’importo dei buoni lavoro che avrà incassato alle Poste il mese precedente, così l’esborso INPS andrà a scalare in funzione di quanto movimento si è avuto in buoni lavoro. Praticamente con questo sistema non esiste più la figura del disoccupato bensì la figura del “diversamente occupato” nei tempi di transizione fra un lavoro e l’altro, allargando anche la platea a coloro che vogliano provare a mettersi in proprio ma abbiano molto timore di fallimento. I divani di casa, durante la giornata, saranno occupati giusto il tempo di ripassare i compiti assegnati durante i corsi, e non per sprofondarsi in un dolore e rassegnazione che nessun Ministro della Salute può ritenere sopportabile. Inoltre, l’inclusione delle organizzazioni sociali in questo sistema mi pare realizzabilissima. E il grande numero coinvolto di “diversamente occupati” in questo modo porterà grande giovamento alla tutela del territorio e alla cura delle persone più deboli. E si abbatterà lavoro in nero, anche.
Vorrei sapere da Lorenzo, se mi legge, cosa ne pensa. Le sue critiche e suggerimenti potranno illuminare tutti.
Per quanto attiene aspetti pratici, dato che ho lavorato (ora in pensione) nel settore dell’orientamento come psicologa del lavoro e dell’organizzazione anche in enti pubblici, so che molti bravi professionisti possono darLe delle dritte su come organizzare sia il front office che il back office nei Centri e su organizzazione di campagne di coinvolgimento. Per quanto riguarda movimentazione buoni, c’è l’ottimo Mastrapasqua.
Cordialmente
Questo ripetere sempre le stesse cose e non dare un feedback a chi scrive conferma che molti blog dei parlamentari non sono fatti realmente per dialogare ma solo per pubblicità.
Guardi che se Lei mi dicesse che il mio contributo è da scemi, non mi offenderei mica.
Se invece la linea è quella di ignorare, ok, la ripagherò con la stessa moneta.