Sulle pensioni serve maggiore gradualità, soprattutto per le donne

Come già molti hanno osservato, i dati Inps sui pensionamenti evidenziano la prevedibile conseguenza delle riforme prorotte in questi anni. Dall’aggancio dell’età di pensione all’aspettativa di vita, al graduale innalzamento dell’età delle donne, alla finestra ‘mobilè, nel corso della legislatura gli interventi realizzati avevano saputo conciliare sostenibilità finanziaria e sostenibilità sociale. Ora questo equilibrio si è spezzato ed accanto ad alcune ulteriori giuste accelerazioni delle transizioni si sono prodotti effetti insostenibili per molte persone già oggi adulte, probabilmente condannate ad attendere la pensione senza reddito da lavoro e senza sussidio. Ferme restando le esigenze di finanza pubblica, sarà opportuno riflettere su ipotesi di maggiore gradualità con particolare riguardo alle donne.