Correttivi solo per maggiore sostenibilità

La ministra Fornero ha opportunamente affermato nei giorni scorsi, in continuità con il precedente Governo, che le riforme strutturali della previdenza sono già state fatte e che l’unico spazio per ulteriori interventi si riferisce alle regole transitorie. Eventuali correttivi devono quindi concorrere all’ancor maggiore sostenibilità finanziaria e sociale del sistema.
Questo significa, da un lato, che non possono essere ridotte le età minime obbligatorie di pensione così come definite dalle recenti riforme in quanto costituiscono l’unica base di calcolo certa. I bilanci pubblici non si costruiscono su speranze che danno i numeri o su numeri che danno speranze. E ciò porta ad escludere le cosiddette uscite flessibili. Dall’altro lato, evidenti ragioni sociali impediscono di modificare l’importo della pensione per chi ha già consumato in tutto o in larga parte la vita lavorativa e, come tale, non è più nelle condizioni di adeguare i propri comportamenti.